Arrivederci Milano Donna, ci rivediamo a settembre!

E’ finita. La settimana che ha reso Milano obiettivo dei fotografi di moda si è conclusa, ma la sua scia è destinata a ripresentarsi in autunno. Sia perchè a settembre avrà inizio la settimana della moda dedicata alla primavera/estate, sia perchè quest’autunno dovremmo vedere le cose presentate nei giorni scorsi.

Ora voglio solo presentare le collezioni che più mi hanno stupito. So che una sola foto è decisamente riduttiva per presentare l’intero concept di una sfilata, ma non ho tutto questo tempo (e voglia) per prenderle tutte!

Gucci: Frida Giannini ha smesso di presentare donn scosciate e quasi sempre volgari. Ha optato per uno stile un po’ più classico, un po’ più sobrio. Voto 7.

Etro: con Etro è sempre amore a prima vista per me.  Accozzaglie di colori e di forme, quasi come se fosse una casa Londinese. Viva Etro! Voto: 8

Max Mara: anche con questa maison è un colpo di fulmine per ogni collezione. Donna austera, elegante, severa, chic. Eccezionali come al solito i cappotti. Voto 8 e 1/2

Ferragamo: giovani esploratrici moderne sulla passerella. Colori naturali e linee pulite. Non è certo una collezione innovativa, ma stupisce per l’eleganza. Voto 8

Bottega Veneta: lo chic è di casa. L’eleganza è sempre presente in tutta la collezione. Moda eterea, intoccabile, perfetta. Voto 9 e 1/2.

Fendi: anche qui gli anni ’40. gonne lunghe fino alla caviglia, abiti quasi grezzi, forme severe. Molto bella, brave!

Giorgio Armani: non si è in grado di dire niente. Bisogna solo contemplare. Voto: 9 e mezzo.

Haute: pezzi veramente unici! Collezione decisamente eterogenea, lascia a bocca aperta. Voto 8.

Emilio Pucci: collezione carina, divertente. Ma da questa casa mi aspetto sempre di più… Voto 6 e 1/2

Haute Couture: seconda giornata.

Ieri, la seconda giornata della settimana di Haute Couture Parigina SS ha visto come protagonisti, tra gli altri, Giorgio Armani e John Galliano. Ma ediamo nel dettaglio..

Re Giorgio ormai ha preso un filone che sembra abbracciare l’Art Nouveau (ci aveva già lustrato gli occhi con la collezione del prèt-a-portè del settembre scorso) e si ripresenta in questa collezione di Giorgio Armani Privè. Linee morbide, sinuose, d’ispirazione naturale, colori perlacei, nero e bianco, evidenziati dalla lucentezza del raso di seta. Tutto è misurato, i volumi bel calibrati, pochi i dettagli concentrati soprattutto sulle giacche confezionate come solo Armani sa fare. Una donna raffinata, sobria, misurata nei modi e ovviamente, negli abiti, anche in quelli che, talvolta, si aprono in ampie gonne, ma sempre sostenute e dalla linea pulita. Una collezioen che lascia senza fiato per la sapienza sartoriale che Giorgio e le sue sarte mandano sulla passerella.

Di tutt’altro parere è John Galliano. A cominciare dal background della sfilata, rosa shocking riempito di rose e fiori di ogni genere, per finire ovviamente sugli abiti, riccamente colorati con numerosi dettagli. Si pensa sempre alla rivalità tra Francia e Inghilterra, ma sembra che Jhon non se ne sia curato (d’altrone John è inglese) per questa collezione. Gli abiti ci ricordano le ladies della city del primo ‘900 che praticavano l’equitazione come massima espressione della loro eleganza o che partecipavano a balli e feste d’elitè, com’è giusto che sia, visto che l’ahute couture è spesso espressione di lusso estremo, oltre che di arte e genialità. Taffetà, tulle, pizzo, raso, plissè, decori alicati…troviamo tutte quelle mastire sartoriali nlla collezione di Dior che abbiamo solo occasione di vedere nelle sfilate. I volumi sono apmi, gonfi, riccamente riempiti e decorati. E se c’è qualche tailleur dalla linea semplice, viene subito stravolto dal colore rosa della giacca e da un aggressivo frustino. John Galliano sa ancora come farci sognare con la sua immagine di donna molto sofisticata, un po’ anitosa ed egocentrica. Indubbiamente stile Galliano che continua imperterrito.