Mi manca Valentino.

Mercoledì 27 la maison Valentno ha auto l’onore di chiudere la settimana di Haute Couture a Parigi. Ora, la casa di moda Valentino dopo essere stata sotto la direzione artistica di Alessandra Facchinetti, è passata sotto le mani di Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli, che in recedenza lavoravano per il settore borse e occhiaie accessori.  Lo stile di Valentino è sempre stato inconfondibile, un omaggio al barocco, ai fiocchi, al ricamo, all’eleganza di  abiti fluenti e morbidi che rendono la donna iperfemminile e molto sofisticata. Uno stile che non ha mai potuto essere “rimodernizzato” perchè con la modernità non c’entra niente, è sempre un guardare agli antichi saperi della sartoria. Ma qualcuno ha tentato di dare un taglio più radicale,più all’avanguardia, più “audace” senza tradire i prinicipi della maison. O almeno probabilmente era l’intenzione dei due “nuovi” stilisti.

I colori si accedono, i vestiti avvolgono il corpo della modella, le maniche diventano assimmetriche, l’abito è un patchwork di diversi tessuti di diverso colore. Da notare anche i leggins molto audaci per la tessitura. Una collezione che delude le aspettative, soprattutto di chi ha sempre apprezzato Valentino Garavani. Solo qualche abitino di chiffon sembra strizzare l’occhio al passato. Ma niente di più… Cercare di stupire non è sempre la mossa migliore, molte volte si rischia di ricevere indietro un urlo sconcertato.

 

Haute Couture: terza giornata.

Durante la terza giornata di Haute Couture a Parigi  (ieri) sono state presentate, tra le altre, le collezioni di Givenchy sotto la guida artistica, ormai da cinque anni, dell’italianissimo Riccardo Tisci, e quella di Chanel come sempre per mano del gran maestro Karl Lagerfeld.

Vediamo nel dettaglio la collezione disegnata da Riccardo Tisci. Egli stesso ha dichiarato di essere sempre stato un “sorcino”, cioè un fan di Renato Zero, ed è proprio a questo ‘poliedrico’ (forse 30anni fa.. -.-) personaggio che sembra ispirata la nuova collezione. Piume, svolazzi, paiettes, colori estremi, dal verde smeraldo al blu elettrico. Onestamente della collezione salerei solo i due abiti corti rosa pastello, gli altri mi sembrano un’accozzaglia confusa di paiettes, piume e decori applicati. Per non parlare dell’abito col reggiseno esterno, una “novità” già vista nella scorsa collezione di alta moda di Galliano e in quella del prèt-a-portè di Gautier. Non vorrei soffermarmi molto sull’abito d’ispirazione medievale di un colore indefinito tra il rosa e il beige con perle applicate. Il trucco spiritato delle modelle non aiuta certamente a dare brio alla collezione. Ok, lo stile gotico ha sempre un po’ contaminato le collezioni di Tisci, adesso è ora di cambiare..magari in meglio. Una collezione che di alta moda ha molto poco…

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Il colore pastello è esploso nella collezione di Karl Lagerfeld. E ad incendiare la miccia sembra essere stata Minnie, la storica fidanzata di Topolino.  Nessun capo nero, molto strano per una collezione Chanel. Ma il tailleur non manca, magari con inserti lucenti che sembrano fatti di domopak. Degni di nota sono solo i vestiti corti con balze di tulle o di raso. Il resto sono pepli di raso a tina unita (addirittura ediamo una cravatta su un abito..), lunghi vestiti con inserti lucenti o terrificanti bermuda. Singolare (ma non troppo, ricordiamo Lacroix e Gautier) è l’uscita della coppia di sposi alla fine, dove l’uomo indossa un intero abito dorato che riluce. Come al solito, Lagerfeld gioca con i dettagli, ma in questa occasione non sono riusciti a salvare tutta la collezione. Le scarpe poi, dorate, aperte e portate con le claze, sono il colpo di grazia.

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Haute Couture: seconda giornata.

Ieri, la seconda giornata della settimana di Haute Couture Parigina SS ha visto come protagonisti, tra gli altri, Giorgio Armani e John Galliano. Ma ediamo nel dettaglio..

Re Giorgio ormai ha preso un filone che sembra abbracciare l’Art Nouveau (ci aveva già lustrato gli occhi con la collezione del prèt-a-portè del settembre scorso) e si ripresenta in questa collezione di Giorgio Armani Privè. Linee morbide, sinuose, d’ispirazione naturale, colori perlacei, nero e bianco, evidenziati dalla lucentezza del raso di seta. Tutto è misurato, i volumi bel calibrati, pochi i dettagli concentrati soprattutto sulle giacche confezionate come solo Armani sa fare. Una donna raffinata, sobria, misurata nei modi e ovviamente, negli abiti, anche in quelli che, talvolta, si aprono in ampie gonne, ma sempre sostenute e dalla linea pulita. Una collezioen che lascia senza fiato per la sapienza sartoriale che Giorgio e le sue sarte mandano sulla passerella.

Di tutt’altro parere è John Galliano. A cominciare dal background della sfilata, rosa shocking riempito di rose e fiori di ogni genere, per finire ovviamente sugli abiti, riccamente colorati con numerosi dettagli. Si pensa sempre alla rivalità tra Francia e Inghilterra, ma sembra che Jhon non se ne sia curato (d’altrone John è inglese) per questa collezione. Gli abiti ci ricordano le ladies della city del primo ‘900 che praticavano l’equitazione come massima espressione della loro eleganza o che partecipavano a balli e feste d’elitè, com’è giusto che sia, visto che l’ahute couture è spesso espressione di lusso estremo, oltre che di arte e genialità. Taffetà, tulle, pizzo, raso, plissè, decori alicati…troviamo tutte quelle mastire sartoriali nlla collezione di Dior che abbiamo solo occasione di vedere nelle sfilate. I volumi sono apmi, gonfi, riccamente riempiti e decorati. E se c’è qualche tailleur dalla linea semplice, viene subito stravolto dal colore rosa della giacca e da un aggressivo frustino. John Galliano sa ancora come farci sognare con la sua immagine di donna molto sofisticata, un po’ anitosa ed egocentrica. Indubbiamente stile Galliano che continua imperterrito.

Haute Couture: prima giornata.

La prima giornata di haute couture (ieri) è stata aperta dallo stilista russo Josephus Thimister, couturier sconosciuto ai più, ma non per questo dozzinale. Una collezione dove predomina il rosso. Un rosso sangue che macchia letteralmente t-shirt o canotte. Volumi ampi, numerosi cappucci e stivali da pescatore sono gli oggetti che caratterizzano gli abiti, sia maschili che femminili. Gli accessori sono fondamentali, Josephus non ha paura di osare e allora esagera con cinture e nastri sotto lunghi cappotti.

Sembra quasi di veder una parata militare più che una sfilata, ma si sa che la moda è un campo di battaglia. Mi rimane solo un dubbio, perchè presentare lunghi cappotti per la rimavera/estate? Forse il clima russo può darci un’idea.

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Haute Couture a Parigi.

I primi mesi dell’anno sono sempre pieni di manifestazioni modaiole, sfilate ecc a cui ogni fashionista spera di partecipare (come il sottoscritto). Oggi 24 Gennaio tocca a Parigi per l’haute couture primavera/estate 2010, l’alta moda, il palcoscenico del genio creativo degli stilisti. Non ci sono freni alla creatività, tutto può diventare vestito se lo si vuole. Importante novità sarà l’ultima giornata della “settimana”, il 28 Gennaio, che sarà dedicata all’Haute Joaillerie con marchi del calibro di Cartier, Bucheron e molti altri. Nei prossimi giorni spero di riuscire a trovare le sfilate che più mi interessano (devo vedere per forza la collezione di John Galliano!)