Paris Fashion Week fall/winter 2010/2011: Emanuel Ungaro e John Galliano

Altra giornata di sfilate, quella di oggi. Prima di tutto, auguri a tutte le signore e signorine! Continuae a lottare per i vostri diritti, nemmeno in Italia abbiamo la parità dei sessi, è una cosa scandalosa. Detto questo, passo alle sfilate..ah, visto che siamo in tema, sia chiaro che non ritengo le modelle donne-oggetto, ma solo professioniste che indossano abiti meravigliosi.

E per esaltare al meglio la vostra femminilità John ha creato degli abiti meravigliosi, cosa che non ha fatto per la maison Christian Dior (vedi post precedente).Adoro le acconciature-fiocchi o quello che sono,molto divertenti. Molti abiti lunghi, cappottini sexy,fantasie floreali e coloratissime,anfibi-stivali molto divertenti. MOlto eterogenea, molto particolare.

Emanuel Ungaro: da un’estremo all’altro. Quetsa collezione invece è pura sorietà, eleganza. Miniabiti di raso e qualche stampa animaliè. Linee pulitissime. Eccezionale.

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Paris Fashion Week fall/winter 2010/2011(decisamente non riesco a reggere il ritmo.)

Ok, so che è grave e che è un requisito che si chiede agli aspiranti giornalisti di moda, ma in questo periodo non riesco a reggere il ritmo con tutte queste sfilate, fashion week ecc ecc. MI stava venendo un esaurimento, grazie anche al mio liceo. Comunque, per quel poco che ho visto della Settimana della moda parigina autunno/inverno 2010/2011, sono risuscito ad innamorarmi delle collezioni di Nina Ricci e di Vivienne Westwood.

Nina Ricci.

Amo questa casa di moda. Vestiti sembre femminili, voluttuosi, lussuosissimi. E anche questa volta non mi delude.

Vivienne Westwood.

Sappiamo che di Londra. Viene da una città che porta sempre novità ed eccletticismo nel mondo della moda. E’ per questo che Vivienne nelle sue collezioni mischia qualsiasi cosa, fantastie diverse, colori sgargianti e svariati materiali. E’ sempre uno show per gli occhi.

Non mi è piaicuta molto la collezione di Christian Dior. Non mi ha trasmesso molto, l’ho trovata un po’ banale, in contrasto con l’orignario spirito della maison. Solo qualche abito da sera mi è piaciuto molto. preferisco di gran lunga la collezione dell’anno scorso. John, puoi fare di più!

Haute Couture: seconda giornata.

Ieri, la seconda giornata della settimana di Haute Couture Parigina SS ha visto come protagonisti, tra gli altri, Giorgio Armani e John Galliano. Ma ediamo nel dettaglio..

Re Giorgio ormai ha preso un filone che sembra abbracciare l’Art Nouveau (ci aveva già lustrato gli occhi con la collezione del prèt-a-portè del settembre scorso) e si ripresenta in questa collezione di Giorgio Armani Privè. Linee morbide, sinuose, d’ispirazione naturale, colori perlacei, nero e bianco, evidenziati dalla lucentezza del raso di seta. Tutto è misurato, i volumi bel calibrati, pochi i dettagli concentrati soprattutto sulle giacche confezionate come solo Armani sa fare. Una donna raffinata, sobria, misurata nei modi e ovviamente, negli abiti, anche in quelli che, talvolta, si aprono in ampie gonne, ma sempre sostenute e dalla linea pulita. Una collezioen che lascia senza fiato per la sapienza sartoriale che Giorgio e le sue sarte mandano sulla passerella.

Di tutt’altro parere è John Galliano. A cominciare dal background della sfilata, rosa shocking riempito di rose e fiori di ogni genere, per finire ovviamente sugli abiti, riccamente colorati con numerosi dettagli. Si pensa sempre alla rivalità tra Francia e Inghilterra, ma sembra che Jhon non se ne sia curato (d’altrone John è inglese) per questa collezione. Gli abiti ci ricordano le ladies della city del primo ‘900 che praticavano l’equitazione come massima espressione della loro eleganza o che partecipavano a balli e feste d’elitè, com’è giusto che sia, visto che l’ahute couture è spesso espressione di lusso estremo, oltre che di arte e genialità. Taffetà, tulle, pizzo, raso, plissè, decori alicati…troviamo tutte quelle mastire sartoriali nlla collezione di Dior che abbiamo solo occasione di vedere nelle sfilate. I volumi sono apmi, gonfi, riccamente riempiti e decorati. E se c’è qualche tailleur dalla linea semplice, viene subito stravolto dal colore rosa della giacca e da un aggressivo frustino. John Galliano sa ancora come farci sognare con la sua immagine di donna molto sofisticata, un po’ anitosa ed egocentrica. Indubbiamente stile Galliano che continua imperterrito.